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Liceo Ginnasio Statale «Alessandro Manzoni» - Via Orazio 3, Milano - Tel. 02 876589 / 02 86451708 - Fax 02 72003013
Gli antichi apparecchi di fisica del Liceo Manzoni
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Galvanometro universale

Altra denominazione

Bussola

galvanometrica

N° di catalogo

B

702

Armadio

5

Ripiano

1

Ditta Costruttrice/ Registro originale

Officine Galileo Firenze/ – 652

Epoca

1916

Misure

450 x 300 x 580

Materiali

 

 

GalvanometroUniversale

Inventore

 

Argomento

Elettromagnetismo

Fenomeno

Rilevazione e misura della corrente

 

Scheda tecnica

Il galvanometro è uno strumento che serve a rivelare un passaggio di corrente, anche debolissima. L'apparecchio è protetto da una campana di vetro e poggia su tre viti calanti che, con il sussidio di una livella a bolla d'aria, permettono allo sperimentatore di disporre l'apparecchio perfettamente orizzontale. Un telaio mobile, leggerissimo, a forma di settore circolare, il cui arco è costituito da due cilindretti disgiunti di ferro dolce, può oscillare in un piano verticale. Questi due cilindretti sono parzialmente immersi all'interno degli avvolgimenti delle due bobine. Un lungo ago, simile a quello di una bilancia, è solidale con il telaio. Non appena passa corrente ciascuno dei cilindretti viene risucchiato dalla bobina ma non essendo queste identiche, uno dei due si sposta più dell'altro e quindi il telaio si ferma una volta raggiunta la posizione di equilibrio. La posizione dell'ago sulla mostra indicherà l'intensità di corrente, previa taratura.

 

Curiosità

La descrizione che ho dato del funzionamento del galvanometro è una mia interpretazione in quanto non ho trovato nei manuali e nei cataloghi consultati nessun prototipo. Escludo che questo galvanometro si possa classificare fra quelli "a ferro mobile" perché il movimento del telaio non può essere causato dall' attrazione o repulsione dei due cilindretti che si magnetizzano al passare della corrente. Essi sono solidali con il telaio e quindi la forza attrattiva/repulsiva che l'uno esercita sull'altro e che è uguale per il terzo principio della dinamica, manterrebbe immobile il telaio.