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Macchina elettrostatica di Holtz e Toepler
Denominazione |
Macchina elettrostatica di Holtz e Toepler |
N° di catalogo |
A |
604 |
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Armadio |
1 |
Ripiano |
3 |
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Ditta Costruttrice |
Epoca |
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Misure |
360 x 620x 610 |
Materiali |
Legno – ottone – stagno – vetro – rame – dischi in materiale isolante |
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Inventore |
Holtz e Toepler 1865 |
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Argomento |
Elettrologia |
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Fenomeno |
Produzione di cariche elettriche |
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Scheda tecnica |
La macchina elettrostatica serve a produrre cariche elettriche. La prima fu ideata da Guericke nel 1705 ed era a strofinio; in seguito, dopo l'invenzione del duplicatore del Belli (1837), furono inventati molti modelli di macchine ad induzione. La nostra macchina consta di due dischi di vetro di cui uno fisso e uno che può essere messo in rotazione tramite una puleggia manovrata da una manovella. Il disco mobile ha sei dischetti di stagno, quello fisso ha due armature di cartone muniti di settori di stagno collegati a spazzole terminanti presso il disco mobile. Un conduttore diametrale con pettini è fissato sull'asse di rotazione del disco. Due elettrodi muniti di impugnature di ebanite sono collegati ai pettini collettori della macchina. In fine gli elettrodi sono collegati a due condensatori cilindrici. |
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Curiosità |
Il Liceo Manzoni comperò almeno cinque macchine elettrostatiche di cui ne esponiamo solo una. Le prime due, molto ingombranti, sono a strofinio (Carré e Winter), le altre sono macchine ad induzione.
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