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Gli antichi apparecchi di fisica del Liceo Manzoni
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Macchina elettrostatica di Winter

Altra denominazione

macchina elettrica

di Cecchi

N° di catalogo

B

605

Armadio

4

Ripiano

2

Ditta Costruttrice/ Registro originale

102

Epoca

Fine 800

Misure

830x600x1360

Materiali

Legno – vetro – panno - ferro

 

MacchinaDiWinter

Inventore

J. Ramsden / Winter

Argomento

Elettrostatica

Fenomeno

Produzione di cariche elettriche

 

Scheda tecnica

Si tratta di un generatore elettrostatico a strofinio. Un disco di vetro, ruotando tramite una manovella è sostenuto da un asse, pure in vetro, e da due montanti di materiali isolanti. Il disco ruotando strofina fra due cuscinetti di cuoio ai quali è collegato un collettore quadrangolare in legno dorato (la vernice è conduttrice). Dai cuscinetti si dipartono due drappi di panno che abbracciano inferiormente il disco e diminuiscono la dispersione della carica. Diametralmente ai cuscinetti si trovano due anelli muniti di pettini collegati a un secondo collettore sferico in legno dorato sostenuto da una colonna di vetro. Su detto conduttore sferico si innesta un'asta recante un anello di legno dorato che funge da condensatore; presso il collettore è montato un elettrometro tipo Henley la cui graduazione incisa su lastrina di avorio va da 0° a 180°.

 

Curiosità

La catalogazione delle macchine elettrostatiche è alquanto difficile e ne offro qui un esempio. La macchina esposta fu attribuita a Winter dal prof. Brenni che compilò nel 1984 un certo numero di schede relative agli apparecchi più antichi del nostro Istituto. Nell'inventario però, questo nome non compare. Muovendomi per esclusione avevo ipotizzato che la nostra fosse quella inventariata con il numero 102 che però corrisponde alla denominazione "macchina di Cecchi". Facendo ricerche sui cataloghi delle Officine Galileo di Firenze ho trovato effettivamente questo nome (per la precisione VanMarum- P.Cecchi, dove P. sta per Padre: infatti Filippo Cecchi era un padre scolopio, sismografo, morto a Firenze nel 1887) assegnato alla nostra stessa macchina come confermato dall''illustrazione e dal prezzo di listino. Nei cataloghi successivi è chiamata macchina di Winter, confermando così la catalogazione di Brenni e la corrispondenza con il numero d'inventario.