Istituto

Didattica

Iniziative

Foto di classe

Foto d'epoca



Liceo Ginnasio Statale «Alessandro Manzoni» - Via Orazio 3, Milano - Tel. 02 876589 / 02 86451708 - Fax 02 72003013
Gli antichi apparecchi di fisica del Liceo Manzoni
Navigazione: torna al menù Elettricita

Arco voltaico

Denominazione

Arco voltaico

N° di catalogo

A

610

Armadio

2

Ripiano

3

Ditta Costruttrice

 

Epoca

Seconda metà ‘800

Misure

110 x 85 x 200

Materiali

Ferro - carboncini

 

ArcoVoltaico

Inventore

H. W. Davy

Argomento

Elettrologia

Fenomeno

Conduzione nell'aria

 

Scheda tecnica

L'arco elettrico è costituito da due bastoncini di carbone affacciati la cui distanza si può regolare. Essi sono inseriti in due anelli che fanno parte di un circuito elettrico terminante con i due serrafili, Ponendo a contatto i carboni e applicando una tensione di 40/ 50Volt passa una corrente continua abbastanza intensa che produce calore per effetto Joule. Si allontanano i carboni e questa interruzione provoca un brusco riscaldamento del catodo. Si dice che l'arco è "adescato". Da questo momento il catodo( carbone collegato al polo negativo) costituisce una sorgente permanente di termoelettroni. Fra i due carboni si ha la cosiddetta scarica ad arco caratterizzata da un'intensa emissione di luce e di calore e da valori molto elevati della corrente. L'anodo assume la forma a cratere mentre il catodo si consuma assumendo forma appuntita, perciò dopo un po' l'arco si spegne. Si nota una molla tesa inserita fra catodo e anodo: essa serve a far sì che i due elettrodi si mantengano alla distanza voluta, però, a causa del consumo dei carboni , l'arco tende a spegnersi se non si provvede a riavvicinarli. Nel 1848, dopo che Foucault inventò un congegno che riavvicinava gli elettrodi automaticamente e inoltre sostituì il carbone di legna con il carbone di storta, molto più duro, si poté ottenere la lampada ad arco che venne utilizzata per l'illuminazione delle strade e delle case.

 

Curiosità

Da notare il rivestimento a grani di rosario - atto ad assicurare un buon isolamento -dei due fili di collegamento. L'arco elettrico è utilizzato come sorgente di luce nei proiettori cinematografici e nella saldatura dei metalli. Era però, almeno un tempo, causa frequente di incendi per il forte calore che sviluppava, come ci racconta il regista Giuseppe Tornatore nel suo film "Nuovo Cinema Paradiso".