Most recent edit on 2010-04-12 20:17:04 by FrancescoLeonardi
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<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lunedì 22 marzo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lunedì 22 marzo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Edited on 2010-02-12 15:43:46 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lunedì 22 marzo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lunedì 22 marzoo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Edited on 2010-02-12 15:43:31 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lunedì 22 marzoo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Edited on 2010-02-10 23:53:12 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Edited on 2010-01-27 14:29:28 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p class="Testo"><span class="Testo">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</span></p>
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Deletions:
<p class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</span></p>
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Edited on 2010-01-21 22:21:33 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><strong><span style="background-color: #ffff99;"><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em><br /></span><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Edited on 2010-01-16 09:54:47 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span></p>
<p class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</span></p>
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><strong><span style="background-color: #ffff99;"><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em><br /></span><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Deletions:
<p>
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
</p>
<p class="Testo">
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />
Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</font>
</p>
<p align="center">
<span class="Testo"><strong class="Testo"><font size="2">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br />
</font></strong><br />
<br />
<span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br />
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br />
<em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br />
</em><br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br />
<em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br />
<br />
</span><strong style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffffff"><font style="background-color: #ffffff"><font style="background-color: #ffffff"><strong style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</font></strong><br />
</font><em style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</font><font style="background-color: #ffffff">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</font><font style="background-color: #ffffff">Uno spaccato</font><font style="background-color: #ffffff"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</font><font style="background-color: #ffffff">).</font></em></font><br />
</font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffffff"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffffff"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
<em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br />
</font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffff99"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
<em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br />
<br />
</font></span><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br />
<em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />
Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br />
</span><span class="Testo"><br />
<strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span>
</p>
Edited on 2009-12-04 10:35:53 by FrancescoLeonardi
Additions:
</font><em style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</font><font style="background-color: #ffffff">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</font><font style="background-color: #ffffff">Uno spaccato</font><font style="background-color: #ffffff"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</font><font style="background-color: #ffffff">).</font></em></font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffffff"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffffff"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffff99"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
</font></span><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br />
Deletions:
</font><em style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</font><font style="background-color: #ffffff">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno</font> <font style="background-color: #ffffff">spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</font><font style="background-color: #ffffff">).</font></em></font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffff99"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</span><strong><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br />
Edited on 2009-11-23 15:10:07 by FrancescoLeonardi
Additions:
</span><strong style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffffff"><font style="background-color: #ffffff"><font style="background-color: #ffffff"><strong style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</font></strong><br />
</font><em style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</font><font style="background-color: #ffffff">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno</font> <font style="background-color: #ffffff">spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</font><font style="background-color: #ffffff">).</font></em></font><br />
</font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffff99"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</font><br />
Deletions:
</span><strong style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong style="background-color: #ffff99">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em style="background-color: #ffff99">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
</span><strong><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
Edited on 2009-11-20 18:53:26 by FrancescoLeonardi
Additions:
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />
Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</font>
<em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br />
Deletions:
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.</font>
<em>Integerrimo commissario di polizia indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br />
Edited on 2009-11-14 08:57:38 by FrancescoLeonardi
Additions:
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.</font>
<span class="Testo"><strong class="Testo"><font size="2">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
Deletions:
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.</font>
<span class="Testo"><strong><font size="3">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
Edited on 2009-11-14 08:56:12 by FrancescoLeonardi
Additions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
<p class="Testo">
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.</font>
<p align="center">
<span class="Testo"><strong><font size="3">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
</font></strong><br />
Deletions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
<span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
Edited on 2009-11-13 16:26:31 by FrancescoLeonardi
Additions:
</span><strong style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong style="background-color: #ffff99">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em style="background-color: #ffff99">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
Deletions:
</span><strong style="background-color: #ffff00"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong style="background-color: #ffff00">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em style="background-color: #ffff00">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
Edited on 2009-11-13 16:26:06 by FrancescoLeonardi
Additions:
</span><strong style="background-color: #ffff00"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong style="background-color: #ffff00">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em style="background-color: #ffff00">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
Deletions:
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
Edited on 2009-11-13 16:19:04 by FrancescoLeonardi
Additions:
</strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br />
Deletions:
</strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra di Mario Monicelli (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare di Ettore Scola (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Il sorpasso di Dino Risi (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Signore e signori di Pietro Germi (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>In nome del popolo italiano di Dino Risi (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Lamerica di Gianni Amelio (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Gomorra di Matteo Garrone (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci di Gianni Zanasi (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br />
Edited on 2009-11-13 16:17:07 by FrancescoLeonardi
Additions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
<span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br />
<br />
<br />
<span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra di Mario Monicelli (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br />
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare di Ettore Scola (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br />
<em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br />
</em><br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br />
<em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Il sorpasso di Dino Risi (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Signore e signori di Pietro Germi (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
<em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>In nome del popolo italiano di Dino Risi (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
<em>Integerrimo commissario di polizia indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Lamerica di Gianni Amelio (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br />
<em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Gomorra di Matteo Garrone (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />
Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br />
</span><span class="Testo"><br />
<strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci di Gianni Zanasi (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span>
Deletions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
Edited on 2009-10-05 14:25:29 by FrancescoLeonardi
Additions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
Deletions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
<div class="Sottotitolo" align="center">
<font size="3">IO NON MI SENTO ITALIANO<br />
</font><span class="Sottotitolo"><font size="3"><br />
<font size="2">(MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO) </font></font><br />
</span>
</div>
<br />
Raccogliendo (ma in chiave un po’ provocatoria) il progetto di rilanciare lo studio dell’educazione civica, ventilato a suo tempo dal ministro Gelmini, il cineforum di quest’anno propone una rassegna incentrata sulla maleducazione civica degli Italiani e sul loro rapporto, spesso molto elastico, con le regole e la comunità di appartenenza.<br />
<br />
L’intento è quello di favorire la riflessione su alcuni atteggiamenti tanto diffusi e radicati nella nostra penisola da diventare parte integrante dell’identità nazionale. Per un giovane, acquisire coscienza critica di questo retaggio culturale è il primo passo per ribellarsi a certe forme di malcostume che hanno tradizionalmente ostacolato il funzionamento del Paese, evitando di assorbirle passivamente, per osmosi, dal contesto in cui si trova a vivere.<br />
<br />
Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta anche ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />
<br />
Il titolo è tratto da una delle ultime canzoni di Giorgio Gaber, anch’egli indicato dal ministro come autore di testi da insegnare nelle scuole, benché quanto mai critico verso il “tipo” antropologico nostrano e refrattario ad ogni forma di ufficialità nazionale. <br />
<br />
<span class="Sottotitolo"><br />
</span>
<div align="center">
<span class="Sottotitolo"><font size="3">Film in programma</font></span><br />
</div>
<br />
<div align="center">
<strong><font size="2"><em>Proiezioni in Aula Video 1 (secondo piano) alle ore14.30</em></font></strong> <strong><font size="2"><em> </em><br />
</font></strong>
</div>
Giovedì 8 ottobre 2009<br />
<br />
<strong>La grande guerra</strong> di Mario Monicelli (1959) con A. Sordi, V. Gassman
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme. </em>
<br />
Lunedì 19 ottobre 2009<br />
<br />
<strong>Una giornata particolare</strong> di Ettore Scola (1977) con S. Loren, M. Mastroianni<br />
<br />
<em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale. <br />
</em><br />
Giovedì 5 novembre 2009<br />
<br />
<strong>Adua e le compagne</strong> di Antonio Pietrangeli (1960) con S. Signoret, S. Milo<br />
<br />
<em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica. </em><br />
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Mercoledì 18 novembre 2009<br />
<br />
<strong>Il sorpasso</strong> di Dino Risi (1962) con V. Gassman, J.-L. Trintignant<br />
<br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti). <br />
</em><br />
Martedì 1 dicembre 2009<br />
<br />
<strong>Signore e signori</strong> di Pietro Germi (1965) con A. Lionello, G. Moschin<br />
<em><br />
Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società. <br />
</em><br />
Mercoledì 16 dicembre 2009<br />
<br />
<strong>In nome del popolo italiano</strong> di Dino Risi (1971) con U. Tognazzi, V. Gassman<br />
<br />
<em>Integerrimo commissario di polizia indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”). </em><br />
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Giovedì 21 gennaio 2010 <br />
<br />
<strong>Lamerica</strong> di Gianni Amelio (1994) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli<br />
<br />
<em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui. </em><br />
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Lunedì 8 febbraio 2010<br />
<br />
<strong>Gomorra</strong> di Matteo Garrone (2008) con T. Servillo, S. Cantalupo<br />
<br />
<em>Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il best seller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato. </em><br />
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Martedì 23 febbraio 2010<br />
<br />
<strong>Non pensarci</strong> (2008) di G. Zanasi con V. Mastandrea, G. Battiston<br />
<br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra "amici".</em><br />
Edited on 2009-10-02 14:47:42 by FrancescoLeonardi
Additions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
</font><span class="Sottotitolo"><font size="3"><br />
<strong><font size="2"><em>Proiezioni in Aula Video 1 (secondo piano) alle ore14.30</em></font></strong> <strong><font size="2"><em> </em><br />
<strong>La grande guerra</strong> di Mario Monicelli (1959) con A. Sordi, V. Gassman
Lunedì 19 ottobre 2009<br />
</em><br />
Mercoledì 18 novembre 2009<br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti). <br />
</em><br />
Martedì 1 dicembre 2009<br />
</em><br />
Mercoledì 16 dicembre 2009<br />
Lunedì 8 febbraio 2010<br />
Martedì 23 febbraio 2010<br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra "amici".</em><br />
Deletions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span><br />
</font>
<span class="Sottotitolo"><font size="3"><br />
<strong><font size="2"><em>Proiezioni in Aula Video 1 (secondo piano) alle ore14.30</em></font></strong>
<strong><font size="2"><em> <u>le date per ora sono solo indicative</u> </em><br />
<strong>La grande guerra</strong> di Mario Monicelli (1959) con A. Sordi, V. Gassman<br />
Giovedì 22 ottobre 2009<br />
</em>
Giovedì 19 novembre 2009<br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti). <br />
</em>
Giovedì 3 dicembre 2009<br />
</em>
Giovedì 17 dicembre 2009<br />
Giovedì 11 febbraio 2010<br />
Giovedì 25 febbraio 2010<br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra amici.</em><br />
Edited on 2009-09-12 19:08:39 by FrancescoLeonardi
Additions:
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme. </em>
Deletions:
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme. </em><br />
Oldest known version of this page was edited on 2009-09-12 19:07:50 by FrancescoLeonardi []
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span><br />
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<div class="Sottotitolo" align="center">
<font size="3">IO NON MI SENTO ITALIANO<br />
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<span class="Sottotitolo"><font size="3"><br />
<font size="2">(MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO) </font></font><br />
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</div>
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Raccogliendo (ma in chiave un po’ provocatoria) il progetto di rilanciare lo studio dell’educazione civica, ventilato a suo tempo dal ministro Gelmini, il cineforum di quest’anno propone una rassegna incentrata sulla maleducazione civica degli Italiani e sul loro rapporto, spesso molto elastico, con le regole e la comunità di appartenenza.<br />
<br />
L’intento è quello di favorire la riflessione su alcuni atteggiamenti tanto diffusi e radicati nella nostra penisola da diventare parte integrante dell’identità nazionale. Per un giovane, acquisire coscienza critica di questo retaggio culturale è il primo passo per ribellarsi a certe forme di malcostume che hanno tradizionalmente ostacolato il funzionamento del Paese, evitando di assorbirle passivamente, per osmosi, dal contesto in cui si trova a vivere.<br />
<br />
Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta anche ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />
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Il titolo è tratto da una delle ultime canzoni di Giorgio Gaber, anch’egli indicato dal ministro come autore di testi da insegnare nelle scuole, benché quanto mai critico verso il “tipo” antropologico nostrano e refrattario ad ogni forma di ufficialità nazionale. <br />
<br />
<span class="Sottotitolo"><br />
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<div align="center">
<span class="Sottotitolo"><font size="3">Film in programma</font></span><br />
</div>
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<strong><font size="2"><em>Proiezioni in Aula Video 1 (secondo piano) alle ore14.30</em></font></strong>
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<strong><font size="2"><em> <u>le date per ora sono solo indicative</u> </em><br />
</font></strong>
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Giovedì 8 ottobre 2009<br />
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<strong>La grande guerra</strong> di Mario Monicelli (1959) con A. Sordi, V. Gassman<br />
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<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme. </em><br />
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Giovedì 22 ottobre 2009<br />
<br />
<strong>Una giornata particolare</strong> di Ettore Scola (1977) con S. Loren, M. Mastroianni<br />
<br />
<em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale. <br />
</em>
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Giovedì 5 novembre 2009<br />
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<strong>Adua e le compagne</strong> di Antonio Pietrangeli (1960) con S. Signoret, S. Milo<br />
<br />
<em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica. </em><br />
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Giovedì 19 novembre 2009<br />
<br />
<strong>Il sorpasso</strong> di Dino Risi (1962) con V. Gassman, J.-L. Trintignant<br />
<br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti). <br />
</em>
<br />
Giovedì 3 dicembre 2009<br />
<br />
<strong>Signore e signori</strong> di Pietro Germi (1965) con A. Lionello, G. Moschin<br />
<em><br />
Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società. <br />
</em>
<br />
Giovedì 17 dicembre 2009<br />
<br />
<strong>In nome del popolo italiano</strong> di Dino Risi (1971) con U. Tognazzi, V. Gassman<br />
<br />
<em>Integerrimo commissario di polizia indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”). </em><br />
<br />
Giovedì 21 gennaio 2010 <br />
<br />
<strong>Lamerica</strong> di Gianni Amelio (1994) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli<br />
<br />
<em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui. </em><br />
<br />
Giovedì 11 febbraio 2010<br />
<br />
<strong>Gomorra</strong> di Matteo Garrone (2008) con T. Servillo, S. Cantalupo<br />
<br />
<em>Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il best seller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato. </em><br />
<br />
Giovedì 25 febbraio 2010<br />
<br />
<strong>Non pensarci</strong> (2008) di G. Zanasi con V. Mastandrea, G. Battiston<br />
<br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra amici.</em><br />
<br />
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lunedì 22 marzo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lunedì 22 marzo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Edited on 2010-02-12 15:43:46 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lunedì 22 marzo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lunedì 22 marzoo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Edited on 2010-02-12 15:43:31 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lunedì 22 marzoo 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Edited on 2010-02-10 23:53:12 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.</span><br /></span></span><span class="Testo"><br /><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Edited on 2010-01-27 14:29:28 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p class="Testo"><span class="Testo">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</span></p>
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Deletions:
<p class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</span></p>
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Edited on 2010-01-21 22:21:33 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></strong></span><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em></span><br /></span><br /></span><span style="background-color: #ffff99;"><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Deletions:
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><strong><span style="background-color: #ffff99;"><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em><br /></span><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Edited on 2010-01-16 09:54:47 by FrancescoLeonardi
Additions:
<p><span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span></p>
<p class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</span></p>
<p><span class="Testo"><strong class="Testo"><span style="font-size: x-small;">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br /></span></strong><br /><br /><span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br /><em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br /><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br /><em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br /></em><br /></span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br /><em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br /><br /></span><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</span></strong><br /></span><em style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</span><span style="background-color: #ffffff;">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</span><span style="background-color: #ffffff;">Uno spaccato</span><span style="background-color: #ffffff;"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</span><span style="background-color: #ffffff;">).</span></em></span><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br /><em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br /></span><br /></span><strong><span style="background-color: #ffffff;"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br /><em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br /></span><br /></span></span><strong><span style="background-color: #ffff99;"><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br /></span></strong><span class="Testo"><span style="background-color: #ffff99;"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br /><em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em><br /></span><br /></span><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br /></strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br /></span><span class="Testo"><br /><strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br /></strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br /><em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span></p>
Deletions:
<p>
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
</p>
<p class="Testo">
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />
Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</font>
</p>
<p align="center">
<span class="Testo"><strong class="Testo"><font size="2">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br />
</font></strong><br />
<br />
<span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br />
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br />
<em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br />
</em><br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br />
<em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br />
<br />
</span><strong style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffffff"><font style="background-color: #ffffff"><font style="background-color: #ffffff"><strong style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</font></strong><br />
</font><em style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</font><font style="background-color: #ffffff">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</font><font style="background-color: #ffffff">Uno spaccato</font><font style="background-color: #ffffff"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</font><font style="background-color: #ffffff">).</font></em></font><br />
</font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffffff"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffffff"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
<em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br />
</font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffff99"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
<em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br />
<br />
</font></span><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br />
<em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />
Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br />
</span><span class="Testo"><br />
<strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span>
</p>
Edited on 2009-12-04 10:35:53 by FrancescoLeonardi
Additions:
</font><em style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</font><font style="background-color: #ffffff">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «</font><font style="background-color: #ffffff">Uno spaccato</font><font style="background-color: #ffffff"> di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</font><font style="background-color: #ffffff">).</font></em></font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffffff"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffffff"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffff99"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
</font></span><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br />
Deletions:
</font><em style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</font><font style="background-color: #ffffff">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno</font> <font style="background-color: #ffffff">spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</font><font style="background-color: #ffffff">).</font></em></font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffff99"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</span><strong><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br />
Edited on 2009-11-23 15:10:07 by FrancescoLeonardi
Additions:
</span><strong style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffffff"><font style="background-color: #ffffff"><font style="background-color: #ffffff"><strong style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</font></strong><br />
</font><em style="background-color: #ffff99"><font style="background-color: #ffffff">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato</font><font style="background-color: #ffffff">, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno</font> <font style="background-color: #ffffff">spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti</font><font style="background-color: #ffffff">).</font></em></font><br />
</font><br />
</span><strong><font style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</font></strong><span class="Testo"><font style="background-color: #ffff99"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</font><br />
Deletions:
</span><strong style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong style="background-color: #ffff99">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em style="background-color: #ffff99">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
</span><strong><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
Edited on 2009-11-20 18:53:26 by FrancescoLeonardi
Additions:
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />
Come deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27 ottobre 2009, la frequenza dell'attività (con un numero minimo di sei presenze su nove incontri) varrà per l'attribuzione del credito formativo per gli alunni delle classi liceali.</font>
<em>Integerrimo magistrato indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br />
Deletions:
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.</font>
<em>Integerrimo commissario di polizia indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br />
Edited on 2009-11-14 08:57:38 by FrancescoLeonardi
Additions:
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.</font>
<span class="Testo"><strong class="Testo"><font size="2">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
Deletions:
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.</font>
<span class="Testo"><strong><font size="3">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
Edited on 2009-11-14 08:56:12 by FrancescoLeonardi
Additions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
<p class="Testo">
<font size="2">Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.</font>
<p align="center">
<span class="Testo"><strong><font size="3">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
</font></strong><br />
Deletions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
<span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
Edited on 2009-11-13 16:26:31 by FrancescoLeonardi
Additions:
</span><strong style="background-color: #ffff99"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong style="background-color: #ffff99">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em style="background-color: #ffff99">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
Deletions:
</span><strong style="background-color: #ffff00"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong style="background-color: #ffff00">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em style="background-color: #ffff00">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
Edited on 2009-11-13 16:26:06 by FrancescoLeonardi
Additions:
</span><strong style="background-color: #ffff00"><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong style="background-color: #ffff00">Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em style="background-color: #ffff00">In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
Deletions:
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
Edited on 2009-11-13 16:19:04 by FrancescoLeonardi
Additions:
</strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra <em>di Mario Monicelli</em> (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare <em>di Ettore Scola</em> (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne <em>di Antonio Pietrangeli</em> (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Il sorpasso <em>di Dino Risi</em> (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Signore e signori <em>di Pietro Germi</em> (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>In nome del popolo italiano <em>di Dino Risi</em> (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Lamerica <em>di Gianni Amelio</em> (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Gomorra <em>di Matteo Garrone</em> (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci <em>di Gianni Zanasi</em> (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br />
Deletions:
</strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra di Mario Monicelli (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare di Ettore Scola (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Il sorpasso di Dino Risi (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Signore e signori di Pietro Germi (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>In nome del popolo italiano di Dino Risi (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Lamerica di Gianni Amelio (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Gomorra di Matteo Garrone (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci di Gianni Zanasi (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br />
Edited on 2009-11-13 16:17:07 by FrancescoLeonardi
Additions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
<span class="Testo">Proiezioni alle 14.30 in Aula Video 1<br />
(spazi alternativi potranno essere predisposti in caso di affluenza numerosa)<br />
<br />
<br />
<span class="Sottotitolo">Le trame dei film </span><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 8 ottobre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>La grande guerra di Mario Monicelli (1959, 130’) con A. Sordi, V. Gassman</strong><br />
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 19 ottobre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Una giornata particolare di Ettore Scola (1977, 105’) con S. Loren, M. Mastroianni</strong><br />
<em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale.<br />
</em><br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 5 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli (1960, 120’) con S. Signoret, S. Milo</strong><br />
<em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 23 novembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Il sorpasso di Dino Risi (1962, 100’) con V. Gassman, J.-L. Trintignant</strong><br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti).</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Martedì 1 dicembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Signore e signori di Pietro Germi (1965, 114’) con A. Lionello, G. Moschin</strong><br />
<em>Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Mercoledì 16 dicembre 2009</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>In nome del popolo italiano di Dino Risi (1971, 98’) con U. Tognazzi, V. Gassman</strong><br />
<em>Integerrimo commissario di polizia indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”).</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Giovedì 21 gennaio 2010</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Lamerica di Gianni Amelio (1994, 111’) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli</strong><br />
<em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui.</em><br />
<br />
</span><strong><span class="Testo">Lunedì 8 febbraio 2010</span><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Gomorra di Matteo Garrone (2008, 132’) con T. Servillo, S. Cantalupo</strong><br />
Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il bestseller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato.<br />
</span><span class="Testo"><br />
<strong>Martedì 23 febbraio 2010</strong></span><strong><br />
</strong><span class="Testo"><strong>Non pensarci di Gianni Zanasi (2008, 102’) con V. Mastandrea, G. Battiston</strong><br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra “amici”.</em></span>
Deletions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
Edited on 2009-10-05 14:25:29 by FrancescoLeonardi
Additions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
Deletions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
<div class="Sottotitolo" align="center">
<font size="3">IO NON MI SENTO ITALIANO<br />
</font><span class="Sottotitolo"><font size="3"><br />
<font size="2">(MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO) </font></font><br />
</span>
</div>
<br />
Raccogliendo (ma in chiave un po’ provocatoria) il progetto di rilanciare lo studio dell’educazione civica, ventilato a suo tempo dal ministro Gelmini, il cineforum di quest’anno propone una rassegna incentrata sulla maleducazione civica degli Italiani e sul loro rapporto, spesso molto elastico, con le regole e la comunità di appartenenza.<br />
<br />
L’intento è quello di favorire la riflessione su alcuni atteggiamenti tanto diffusi e radicati nella nostra penisola da diventare parte integrante dell’identità nazionale. Per un giovane, acquisire coscienza critica di questo retaggio culturale è il primo passo per ribellarsi a certe forme di malcostume che hanno tradizionalmente ostacolato il funzionamento del Paese, evitando di assorbirle passivamente, per osmosi, dal contesto in cui si trova a vivere.<br />
<br />
Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta anche ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />
<br />
Il titolo è tratto da una delle ultime canzoni di Giorgio Gaber, anch’egli indicato dal ministro come autore di testi da insegnare nelle scuole, benché quanto mai critico verso il “tipo” antropologico nostrano e refrattario ad ogni forma di ufficialità nazionale. <br />
<br />
<span class="Sottotitolo"><br />
</span>
<div align="center">
<span class="Sottotitolo"><font size="3">Film in programma</font></span><br />
</div>
<br />
<div align="center">
<strong><font size="2"><em>Proiezioni in Aula Video 1 (secondo piano) alle ore14.30</em></font></strong> <strong><font size="2"><em> </em><br />
</font></strong>
</div>
Giovedì 8 ottobre 2009<br />
<br />
<strong>La grande guerra</strong> di Mario Monicelli (1959) con A. Sordi, V. Gassman
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme. </em>
<br />
Lunedì 19 ottobre 2009<br />
<br />
<strong>Una giornata particolare</strong> di Ettore Scola (1977) con S. Loren, M. Mastroianni<br />
<br />
<em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale. <br />
</em><br />
Giovedì 5 novembre 2009<br />
<br />
<strong>Adua e le compagne</strong> di Antonio Pietrangeli (1960) con S. Signoret, S. Milo<br />
<br />
<em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica. </em><br />
<br />
Mercoledì 18 novembre 2009<br />
<br />
<strong>Il sorpasso</strong> di Dino Risi (1962) con V. Gassman, J.-L. Trintignant<br />
<br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti). <br />
</em><br />
Martedì 1 dicembre 2009<br />
<br />
<strong>Signore e signori</strong> di Pietro Germi (1965) con A. Lionello, G. Moschin<br />
<em><br />
Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società. <br />
</em><br />
Mercoledì 16 dicembre 2009<br />
<br />
<strong>In nome del popolo italiano</strong> di Dino Risi (1971) con U. Tognazzi, V. Gassman<br />
<br />
<em>Integerrimo commissario di polizia indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”). </em><br />
<br />
Giovedì 21 gennaio 2010 <br />
<br />
<strong>Lamerica</strong> di Gianni Amelio (1994) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli<br />
<br />
<em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui. </em><br />
<br />
Lunedì 8 febbraio 2010<br />
<br />
<strong>Gomorra</strong> di Matteo Garrone (2008) con T. Servillo, S. Cantalupo<br />
<br />
<em>Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il best seller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato. </em><br />
<br />
Martedì 23 febbraio 2010<br />
<br />
<strong>Non pensarci</strong> (2008) di G. Zanasi con V. Mastandrea, G. Battiston<br />
<br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra "amici".</em><br />
Edited on 2009-10-02 14:47:42 by FrancescoLeonardi
Additions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span>
</font><span class="Sottotitolo"><font size="3"><br />
<strong><font size="2"><em>Proiezioni in Aula Video 1 (secondo piano) alle ore14.30</em></font></strong> <strong><font size="2"><em> </em><br />
<strong>La grande guerra</strong> di Mario Monicelli (1959) con A. Sordi, V. Gassman
Lunedì 19 ottobre 2009<br />
</em><br />
Mercoledì 18 novembre 2009<br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti). <br />
</em><br />
Martedì 1 dicembre 2009<br />
</em><br />
Mercoledì 16 dicembre 2009<br />
Lunedì 8 febbraio 2010<br />
Martedì 23 febbraio 2010<br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra "amici".</em><br />
Deletions:
<span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span><br />
</font>
<span class="Sottotitolo"><font size="3"><br />
<strong><font size="2"><em>Proiezioni in Aula Video 1 (secondo piano) alle ore14.30</em></font></strong>
<strong><font size="2"><em> <u>le date per ora sono solo indicative</u> </em><br />
<strong>La grande guerra</strong> di Mario Monicelli (1959) con A. Sordi, V. Gassman<br />
Giovedì 22 ottobre 2009<br />
</em>
Giovedì 19 novembre 2009<br />
<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti). <br />
</em>
Giovedì 3 dicembre 2009<br />
</em>
Giovedì 17 dicembre 2009<br />
Giovedì 11 febbraio 2010<br />
Giovedì 25 febbraio 2010<br />
<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra amici.</em><br />
Edited on 2009-09-12 19:08:39 by FrancescoLeonardi
Additions:
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme. </em>
Deletions:
<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme. </em><br />
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<p><span class="Titolo">Cineforum 2009-2010</span><br />
</p>
<div class="Sottotitolo" align="center">
<font size="3">IO NON MI SENTO ITALIANO<br />
</font>
<span class="Sottotitolo"><font size="3"><br />
<font size="2">(MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO) </font></font><br />
</span>
</div>
<br />
Raccogliendo (ma in chiave un po’ provocatoria) il progetto di rilanciare lo studio dell’educazione civica, ventilato a suo tempo dal ministro Gelmini, il cineforum di quest’anno propone una rassegna incentrata sulla maleducazione civica degli Italiani e sul loro rapporto, spesso molto elastico, con le regole e la comunità di appartenenza.<br />
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L’intento è quello di favorire la riflessione su alcuni atteggiamenti tanto diffusi e radicati nella nostra penisola da diventare parte integrante dell’identità nazionale. Per un giovane, acquisire coscienza critica di questo retaggio culturale è il primo passo per ribellarsi a certe forme di malcostume che hanno tradizionalmente ostacolato il funzionamento del Paese, evitando di assorbirle passivamente, per osmosi, dal contesto in cui si trova a vivere.<br />
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Articolato in nove film che coprono l’arco temporale di un secolo, dalla prima guerra mondiale all’attuale crisi economica, il ciclo punta anche ad approfondire la conoscenza della storia italiana recente, focalizzando l’attenzione su alcuni problemi chiave nell’evoluzione della nostra società: le trasformazioni legate allo sviluppo economico, il ruolo e la condizione della donna, il rapporto dell’individuo con la famiglia e la religione.<br />
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Il titolo è tratto da una delle ultime canzoni di Giorgio Gaber, anch’egli indicato dal ministro come autore di testi da insegnare nelle scuole, benché quanto mai critico verso il “tipo” antropologico nostrano e refrattario ad ogni forma di ufficialità nazionale. <br />
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<span class="Sottotitolo"><font size="3">Film in programma</font></span><br />
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<strong><font size="2"><em>Proiezioni in Aula Video 1 (secondo piano) alle ore14.30</em></font></strong>
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<strong><font size="2"><em> <u>le date per ora sono solo indicative</u> </em><br />
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Giovedì 8 ottobre 2009<br />
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<strong>La grande guerra</strong> di Mario Monicelli (1959) con A. Sordi, V. Gassman<br />
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<em>Prima guerra mondiale: dal giorno dell’arruolamento al fronte, le tragicomiche avventure di due soldati semplici, un milanese e un romano, che tentano in ogni modo di sottrarsi ai pericoli. Monicelli racconta il dramma di un conflitto “sporco” e sanguinoso dissacrando i miti risorgimentali della patria e dell’eroe e riflettendo su alcune caratteristiche profonde dell’indole nazionale: l’individualismo anarcoide, l’opportunismo, la vigliaccheria, ma anche l’istintivo rifiuto della retorica bellicista e la capacità di attingere a risorse inaspettate in circostanze estreme. </em><br />
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Giovedì 22 ottobre 2009<br />
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<strong>Una giornata particolare</strong> di Ettore Scola (1977) con S. Loren, M. Mastroianni<br />
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<em>6 maggio 1938: mentre tutta Roma scende in strada per accogliere Hitler in visita ufficiale, in un condominio deserto si incontrano e fanno conoscenza una casalinga cresciuta nel culto del Duce e un omosessuale prossimo al confino. Due personaggi simbolici (e una radio) bastano a Scola per raccontare l’Italia fascista e i presupposti sociali e psicologici su cui si fondò il successo del regime: l’ignoranza, il conformismo, il maschilismo. Ma il film è anche un atto di fede negli individui e nella loro capacità di comunicare come seme di una possibile riscossa morale. <br />
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Giovedì 5 novembre 2009<br />
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<strong>Adua e le compagne</strong> di Antonio Pietrangeli (1960) con S. Signoret, S. Milo<br />
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<em>1958: dopo che la legge Merlin ha abolito le case di tolleranza, quattro ex prostitute aprono una trattoria. Da attività di facciata il lavoro diventa occasione di riscatto. Ma cambiare vita è difficile in un Paese che continua a giudicarle per quello che erano, forse perché da loro non desidera nient’altro. Dal più sensibile interprete della psicologia femminile fra i registi italiani del secondo dopoguerra, un amaro studio della condizione della donna negli anni del “miracolo economico”, in cui le trasformazioni sociali e culturali non impediscono il perpetuarsi di una discriminazione atavica. </em><br />
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Giovedì 19 novembre 2009<br />
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<strong>Il sorpasso</strong> di Dino Risi (1962) con V. Gassman, J.-L. Trintignant<br />
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<em>In una Roma deserta per il ferragosto un giovane studente, timido e imbranato, si lascia convincere a “fare un giro” sulla spider di uno sconosciuto quarantenne. La giornata di svago si trasforma in un viaggio iniziatico alla rovescia, con un maestro di vita che in realtà ha ben poco da insegnargli. «Uno spaccato di grande precisione sociologica dell’Italia del boom, di cui Gassman incarna con istrionismo tutti i difetti (l’euforia artificiale, la presunzione, l’irresponsabilità, il vuoto di fondo) e i pochi pregi (la generosità, la disponibilità)» (Mereghetti). <br />
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Giovedì 3 dicembre 2009<br />
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<strong>Signore e signori</strong> di Pietro Germi (1965) con A. Lionello, G. Moschin<br />
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Tre storie legate fra loro dall’ambientazione (Treviso), dall’identità dei protagonisti (un gruppo di borghesi locali) e dal tema dell’adulterio. Germi coniuga la verve dell’umorista e il piglio acre del moralista nel ritrarre un mondo di provincia in cui regnano il pettegolezzo, l’ipocrisia e la doppia morale: tutti si occupano dei fatti altrui e pensano soltanto a mettersi le corna a vicenda, ma l’istituzione familiare e la religione cattolica restano (per comune consentimento e tornaconto) gli intoccabili capisaldi della società. <br />
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Giovedì 17 dicembre 2009<br />
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<strong>In nome del popolo italiano</strong> di Dino Risi (1971) con U. Tognazzi, V. Gassman<br />
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<em>Integerrimo commissario di polizia indaga sull’omicidio di una ragazza, di cui è sospettato un industriale senza scrupoli. Dovrà scegliere fra legge e giustizia, fra la deontologia professionale e l’aspirazione a correggere col suo operato le storture della società. Duello fra antagonisti speculari in un Paese malato, dove prosperano solo i peggiori e il “popolo” è ridotto a massa becera e senza cervello. Gassman incarna l’eterno tipo dell’italiano trafficone e cialtrone, a cavallo fra passato (l’ideologia fascistoide) e futuro (la spudorata disinvoltura da “furbetto del quartierino”). </em><br />
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Giovedì 21 gennaio 2010 <br />
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<strong>Lamerica</strong> di Gianni Amelio (1994) con E. Lo Verso, C. Di Mazzarelli<br />
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<em>1991. Giovane speculatore italiano, in trasferta in Albania, trova in un ospizio un connazionale smemorato, reduce della seconda guerra mondiale, e individua in lui il prestanome perfetto cui intestare un’azienda fantasma. Ma le cose non vanno come previsto. Ambientato sull’altra sponda dell’Adriatico, in un Paese arcaico e sottosviluppato, quello di Amelio è in realtà un film sull’Italia e sugli Italiani di ieri (le macerie e le speranze del secondo dopoguerra) e di oggi, dopo il progresso economico, ma non culturale e civile, che ci ha trasformato da emigranti in sfruttatori delle miserie altrui. </em><br />
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Giovedì 11 febbraio 2010<br />
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<strong>Gomorra</strong> di Matteo Garrone (2008) con T. Servillo, S. Cantalupo<br />
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<em>Cinque storie di delinquenza con protagonisti di età diverse, ambientate (e girate) nei territori controllati dalla camorra. Adattando il best seller di Roberto Saviano, Garrone rinuncia alla struttura dell’inchiesta, alla denuncia diretta e circostanziata di colpevoli e collusi, all’analisi degli aspetti finanziari e dei rapporti fra malavita organizzata e economia globale, approfondendo invece l’indagine sul tessuto antropologico e sociale in cui il “sistema” prolifera. Ne esce un film apocalittico, meno indignato del libro ma più universale e ancora più disperato. </em><br />
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Giovedì 25 febbraio 2010<br />
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<strong>Non pensarci</strong> (2008) di G. Zanasi con V. Mastandrea, G. Battiston<br />
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<em>Chitarrista rock in crisi torna da Roma a Rimini per trovare i familiari e passare un periodo di tempo nella casa in cui è cresciuto. Ma le cose non vanno bene neanche lì e si ritrova sul groppone altri problemi oltre a quelli che ha già. Film che ricorda la commedia all’italiana degli anni d’oro nei temi (il “cordone ombelicale” con la provincia e la famiglia) e nei toni (in equilibrio fra ironia e amarezza), ma mostra un Paese allo sbando, privo di riferimenti e certezze e investito dai primi sintomi della crisi, dove ogni spinta all’innovazione è fiaccata dalla gerontocrazia e dalla logica dei favori fra amici.</em><br />
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